Un nuovo studio suggerisce che l'effetto del riscaldamento globale sul PIL è stato ampiamente sottostimato. Riuscirà finalmente a rompere la religione della crescita infinita?

The New Republic L'articolo intitolato "Il cambiamento climatico potrebbe dimezzare l'economia. Non siamo pronti" è un pezzo stimolante che approfondisce uno studio recente dell'Institute and Faculty of Actuaries del Regno Unito, condotto in collaborazione con scienziati dell'Università di Exeter. Lo studio presenta una proiezione netta: tra il 2070 e il 2090, il cambiamento climatico potrebbe potenzialmente ridurre il prodotto interno lordo (PIL) globale del 50% se non si intraprendono azioni immediate e decisive per affrontare il degrado ambientale e decarbonizzare le nostre economie.

L'articolo sfida l'ipotesi prevalente che la crescita economica persisterà ininterrotta nonostante le crescenti perturbazioni climatiche. Critica i modelli economici tradizionali per aver sottovalutato la profonda interdipendenza tra stabilità ecologica e prosperità economica. Evidenziando le inadeguatezze delle attuali teorie economiche che spesso trascurano i rischi tangibili posti dal degrado ambientale, l'articolo chiede un cambiamento di paradigma nel modo in cui percepiamo e affrontiamo la crisi climatica.

Leggi questo articolo per comprendere meglio le potenziali implicazioni economiche del cambiamento climatico e l'urgente necessità di politiche trasformative.

Articolo originale di Geneviève Guenther, The New Republic, gennaio 2025. Accedi all'articolo completo qui sotto.